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L'istituto

L'Istituto Polispecialistico Statale di Sant’Anastasia è il più grande Istituto di Istruzione Superiore del 33° Distretto Scolastico; dispone di sei indirizzi specialistici (Tecnico Amministrazione Finanza e Marketing; Professionale Servizi turistici e Commerciali; Liceo delle Scienze Umane; Liceo Linguistico, Liceo Scientifico, Tecnico Turistico) e di un Corso serale progetto SIRIO (con indirizzo Ragionieri e indirizzo Geometri) per adulti e lavoratori.
Il bacino di utenza dell’Istituto comprende i comuni di Sant'Anastasia, Somma Vesuviana, Cercola, Pollena Trocchia, Massa di Somma, Volla e ha una popolazione di 118.851 abitanti che diventano 172.426 se si considerano i comuni limitrofi di San Sebastiano al Vesuvio e Pomigliano d'Arco, dai quali proviene circa il 9% dei nostri alunni.
Prendendo a riferimento i dati demografici del 2001, il tasso medio di crescita della popolazione residente nel decennio di riferimento è stato del 25.65% con un minimo di 19.21% a Sant'Anastasia e un massimo di 43.5% a Volla. Questo dato appare abbastanza significativo se si considera che nello stesso periodo il tasso su base provinciale è stato del –1,5% e, al tempo stesso, evidenzia uno dei motivi principali del disordinato sviluppo urbano, del degrado dei centri storici e di interi quartieri e della non adeguata presenza di infrastrutture. Il processo di ricostruzione seguito al terremoto del 1980 è certamente la causa prima dell'elevato tasso di crescita della popolazione residente: in quasi tutti i comuni del Distretto sono stati rapidamente costruiti diversi quartieri dormitorio dove sono stati trasferiti numerosi nuclei familiari provenienti dalle zone più disparate della periferia metropolitana e della fascia costiera. La carenza di strutture e servizi, unita ad una diffusa impreparazione nella gestione dell'emergenza, ha reso problematico e difficoltoso il necessario processo di integrazione sociale e culturale dei nuovi cittadini.
Ad accrescere il disagio della popolazione c'è, poi, l'inadeguatezza del sistema di trasporto pubblico, ancora fermo ai collegamenti pensati nei prima anni del novecento, con un'unica linea ferroviaria, la Circumvesuviana, che collega in orizzontale i paesi del Distretto con la città di Napoli. Del tutto inesistente un collegamento verticale capace di mettere in comunicazione la fascia vesuviana interna col nolano che, con l'istituzione del Tribunale, l'Ospedale civile, il SerT e la forte presenza commerciale del C.I.S e dell'Interporto è, ormai già da alcuni anni, un preciso punto di riferimento alternativo al capoluogo di Provincia.
Una condizione altrettanto carente e preoccupante si registra nella situazione occupazionale: il tasso di disoccupazione della maggior parte dei comuni del nostro territorio è nettamente superiore a quello della Provincia di Napoli (42%), con picchi che toccano il 47.4% a Volla e il 50.9% a Massa di Somma. La situazione si aggrava se si prendono in esame i tassi di disoccupazione giovanile che in tutti i comuni del comprensorio sfiorano e spesso superano il 70%; una percentuale che è più del doppio di quella media provinciale (32.5%) e che, riferita alla disoccupazione giovanile femminile supera l'80%. Questi dati sono, prima di tutto, direttamente riconducibili alle scarse opportunità di lavoro offerte dal territorio. Se, infatti, non si considera il polo industriale di Pomigliano d'Arco, peraltro in crisi già da diversi anni, le circa 500 unità locali di piccola industria occupano poco più
di 3700 addetti, vale a dire circa il 7% della popolazione attiva. La situazione è nettamente migliore se si considera il settore terziario che, tuttavia, col suo 16% è sempre lontano da una condizione accettabile. Al tempo stesso si deve sottolineare la mancanza di una lungimirante politica del lavoro, unita alla estrema labilità di un processo di formazione integrata che, nonostante gli sforzi, non è mai completamente decollato o, perlomeno, non è mai riuscito a dare una risposta adeguata e proporzionata alle attese.

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